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Energia

Blog: Pensiero Catena

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BLog: Pensiero Catena

Pensiero Catena
Pensiero catena è uno dei modi di 'pensare' del nostro cervello. Dispersivo certamente, ma fonte di illuminazioni e significati reconditi. Mettere assieme cose che apparentemente (o normalmente) non hanno relazione. Scrivere è il modo per obbligare il pensiero ad assumere un percorso lineare, condensare l'universo di concetti che sono parallelamente presenti in noi.
  • Il mondo che conosciamo, un' isola assediata dal dolore?
    Immagine da http://www.atlanteguerre.it/
    E' quello che mi domando quando leggo articoli come "Il dolore vale di più a Parigi".
    Non mi piace 'misurare' il dolore e non credo che chi è abituato soffra di meno.
    Diciamo che nell'Europa dell'immaginario comune (ad esempio l'Unione Europea al 1986 ) è cosa anomala che accadano fatti del genere, mentre in altri luoghi, anche non lontani, purtroppo sono stati e sono triste quotidianità.

    Conosco bene il dolore e la violenza che attraversano alcune aree del mondo. Ci stiamo sempre più concentrando su noi, come se barricare porte e finestre portasse sicurezza.

    Molti anni fa, mi balzò chiaro agli occhi che in un scontro diretto, i disperati armati di machete sono molto più pericolosi di soldati armati. Perché i soldati, noi, hanno case a cui tornare, figli da difendere, mentre per molti disperati case e famiglie bruciano alle loro spalle.

    Un altro passo avanti  nel comprendere alcune cose è stato il racconto di saccheggi commessi da persone che da alcuni venivano indicati come 'partigiani', ma che in realtà erano persone armate in abiti civili: in pratica gruppi di sbandati o peggio di veri banditi, che si aggiravano in aree dove il controllo dello stato era sempre stato debole, figuriamoci nell'interregno dopo l'armistizio. Mi sono domandato cosa sarebbe accaduto se questo periodo di sospensione dell'autorità fosse durato più di del passaggio del fronte.

    La triste strategia dei bombardamenti sui civili per 'piegare' il morale delle truppe nemiche ha dimostrato di essere il propellente per vendetta e violenza.

    Ci sono questioni che debbono essere risolte perché si possa parlare di pace. Se un decimo delle risorse che dedichiamo a difesa, armi e guerra venissero dedicate allo sviluppo, i disperati potrebbero trovare una speranza, e un'alternativa al fucile.

    Il conflitto Israelo-Palestinese, da troppo tempo dimostra a chi è disperato che non c'è speranza, che non si vuole trovare una soluzione a certi problemi. Il punto non è chi ha tirato più bombe e chi ha fatto più morti, ma la necessità di restituire speranza a chi vorrebbe vivere in pace.

    Quando mi si dice: ma lo sviluppo porterebbe tante vittime, sopratutto tra i cooperanti indifesi, penso che la guerra farebbe molte più vittime e che molti di noi sarebbero ben disposti a lavorare in situazioni rischiose, se valesse la pena e vi fosse realmente l'intenzione di creare focolai di pace.

    Ma soffiano venti di guerra, e di fronte alle armi mi sento impotente, perché anche se imbracciassi un fucile, dall'altra parte della valle ci sarà sempre qualcos'altro o altra, con un fucile e molto meno da perdere.
  • Ciclisti FERMI occupando la sede stradale: perché?


    Premetto che questo post non ha nessuna intenzione polemica ed è generato da una incera voglia di comprendere le ragioni delle parti.
    Sono un ciclista ‘funzionale’ uso la bicicletta per scelta, cerco di utilizzare la bicicletta per gli spostamenti quotidiani: perché risparmio tempo, faccio movimento, risparmio CO2 e soprattutto mi piace.VI chiedo di leggere tutto prima di commentare.

    Da tempo ho capito perché i ciclisti stanno nel mezzo alla strada o vanno a coppia quando pedalano.
    Purtroppo automobilisti, furgonisti e camionisti molte volte non ci rispettano e mettono in pericolo la nostra incolumità.
    Non mi sento di adottare questa strategia, e continuerò a stare il più possibile a destra, ma capisco che sia una strategia difensiva efficace, e sopratutto con una bici da corsa e le buche non è cosa facile stare 'da parte'.

    Cosa invece non riesco a capire è perché quando un gruppi di ciclisti si ferma, in vari casi occupano la sede stradale chiacchierando. I luoghi che ho a mente sono in aree dove a pochi metri ci sono spazi dove sostare fuori dalla carreggiata, senza rischiare e soprattutto senza far rischiare agli altri.

    Oggi in un luogo ho incontrato un gruppi di ciclisti sportivi fermi. Alcuni erano da parte altri invadevano di quasi un metro la sede stradale.  Premetto che il punto in questione offre ampi spazi di sosta sia a destra che a sinistra, ma è una strada molto trafficata. Per cui stare fuori dalla sede


    Mi sono fermato e ho chiesto, dopo essermi presentato come ciclista, “Perché voi ciclisti sportivi quando siete fermi spesso state in mezzo alla strada?”  Probabilmente è passato non percepito il “QUANDO SIENTE FERMI” e nonostante i miei tentativi di spiegarmi sono stato aggredito verbalmente, offeso e addirittura uno ha detto che da ora in poi avrebbe portato la pistola dato che può farlo (sarà un tutore delle forze dell’ordine o un addetto alla sicurezza?).
    A prescindere da quello che mi auguro sia stato un malinteso, la cosa semplice, sarebbe stata quella di rispondere alla domanda disinnescando ogni polemica, dato che ero li fermo di fronte a loro e se avessi voluto provocare, da solo di fronte a 5 o sei individui sarei stato veramente stupido.

    La domanda resta irrisolta: perché anche quando sono fermi in gruppo i ciclisti sportivi molte volte occupano la sede stradale o si muovono disordinatamente nonostante sia possibile stare da parte?  

    É l’abitudine ad occupare lo spazio? É una strategia difensiva anche quella? Generalmente le motivazioni sono molte, mi piacerebbe conoscerle, perché come diceva un anziano: se avessi tutte le risposte sarei indovino.

    Chiedo a chi volesse commentare, di evitare frasi offensive, volgari o inutilmente polemiche. Il punto non è quanto accaduto, credo generato dalla perduta abitudine alle domande sincere, ma avviare una riflessione.
    Potete commentare qui, su facebook ( https://www.facebook.com/fabio.malfatti ) o su google+ (https://plus.google.com/+FabioMalfatti)
  • Pagelle elettroniche: perchè non utilizzare software libero?
    Logo Open Source Iniciative

    Ma io mi domando e dico.
     Oggi una maestra mi chiede: "Ma io ce l'ho Microsoft Office sul computer?"
    La risposta naturale dovrebbe essere:  "Se l'hai comprato certo, ma allora lo sapresti".
    Ma dato che siamo qui e non altrove domando:"A cosa ti serve?"
    "No perché dobbiamo fare la pagella elettronica, e si può fare solo se c'è Excel di Office, il tecnico ha detto che non si può fare con OpenOffice"
    "Bè allora chiedete a chi di dovere di fornirvi una licenza Office no?"
    "Ma il tecnico ha detto che lo possiamo scaricare"
    Vorrei rispondere: "DOVE!? dal sito del MIUR?".
    E mi attacca a pulsare la vena.

    Ok siamo sul surreale: la scuola ha un computer a disposizione degli insegnanti, ma praticamente inutilizzabile durante l'orario di lavoro, dato che non possono lasciare le classi. Quindi che faranno? La coda nelle ore libere per riempire le pagelle?
    Premetto che non ho niente contro Microsoft Office, sono PER SCELTA! un felice pagatore della Microsoft: mi piace Office365, ma ho utilizzato per molti anni Open Office e in generale prediligo software libero con piena soddisfazione.

    Sono arrabbiato con le persone che pensano di 'digitalizzare e la modernizzazione di una nazione' nella più completa ignoranza di cosa significhi, con tecnologie e metodi che sarebbero stati all'avanguardia 20 anni fa!
    Si, in questo modo è stato fatto il diagnostico delle infrastrutture nell'area di Camiri, in Bolivia nel 1994! Anzi direi meglio, dato che era stato utilizzato Foxpro e che il programma di inserimento dati era un eseguibile compilato completamente autonomo.
    Perché non è stato fatto un sistema che fosse compatibile con Open Office? Oppure Java, oppure... ci sono mille modi per fare una maschera di inserimento dati con output in chiaro, criptati e come volete voi.
    Certo ci saranno delle ragioni per utilizzate Excel della Microsof, allora mettete in condizione le persone di fare le cose fornendo licenze. Sono cose banali, che chiunque abbiamo fatto un progetto in vita sua, anche semplicemente quello di andare in vacanza, sa: se devo andare da qualche parte occorre considerare i costi dei biglietti del treno o della benzina o i costi di vitto, alloggio e consumo delle scarpe se decidiamo di andare a piedi!

    Non è possibile che debbano sempre essere i lavoratori a pagare le stupidaggini dei decisionisti IGNORANTI o MENEFREGHISTI (sceglietene una!)

    NOTA: preciso che di pagelle elettroniche non ne so niente e che non ho fatto approfondimenti. Se c'è qualcuno interessato a finanziare un articolo approfondito sono disponibile!

Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Maggio 2010 10:09

Energia

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 Energia, tutti la usiamo, ma quali son ole conseguenze?  COsa sta accadendo?

 Intanto propongo questo video di Report sull'Energia Nucleare

Potete inserire commenti e proporre altri temi.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Luglio 2009 23:05
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